Presidio a Palazzo Marino: ottima la partecipazione e qualche risultato

Ieri, noi dell’Associazione Fiera di Sinigaglia, siamo stati in presidio davanti a Palazzo Marino in occasione della seduta del Consiglio Comunale a manifestare per la riqualificazione e il ricollocamento della Fiera di Sinigaglia.

E’ stato importante vedere la partecipazione di tanti espositori; a onor del vero data la pioggia, l’orario (dalle 16:00 alle 19:00) in giornata lavorativa, non mi aspettavo tante presenze. Eppure saremo stati una cinquantina di commercianti più qualche familiare, anche persone che non credevo di incontrare.

Per chi non c’era, è andata così: non eravamo soli, c’erano anche i lavoratori della A2A e anche i lavoratori dei SERT (ambulatori sul territorio dedicati ai servizi relativi alla cura delle dipendenze) a rischio di chiusura, tutti a manifestare per la salvaguardia dei posti di lavoro, esattamente come noi.

C’è stata una buona interazione con gli altri gruppi e molta accoglienza al punto che ci è anche stata data ripetutamente l’opportunità di utilizzare il loro megafono per dire la nostra e spiegare ai passanti perché e percome gli espositori della Fiera di Sinigaglia stavano manifestando. Ci è sembrato arricchente essere insieme a loro perché Milano ha seri problemi di servizi e di impiego ed essere in tanti, anche di settori diversi, a manifestare per un diritto fondamentale come il lavoro è importante.

Abbiamo fatto un po’ di rumore e incuriosito i passanti a cui sono stati dati dei volantini nell’intento di coinvolgere i milanesi nella salvaguardia del loro mercato storico. Lo striscione che Cristina (magliette da basket) con l’aiuto di Luigi (dischi di vinile) hanno preparato diceva:

SENZA LA FIERA DI SINIGAGLIA MILANO E’ PIU’ TRISTE E PIU’ POVERA

Abbiamo avuto 2 brevi incontri, uno con il Dott. Raffaele Grassi, Presidente Commissione Attività Produttive, che ci ha garantito una Commissione dedicata entro la settimana del 15 aprile e uno con la D.ssa Ada De Cesaris, Assessore all’Urbanistica, che ha segnalato che uno dei problemi della ricollocazione è che “la cittadinanza non ci vuole” e che prossimamente ci sarà una riunione a proposito della Fiera con l’Assessore alle Attività Produttive Dott. D’Alfonso.

Il tempo dedicatoci dalla D.ssa De Cesaris è stato non più di 3 minuti in piedi nell’atrio ma varrebbe la pena di fare una riflessione su quanto ci ha detto e cioè che “la cittadinanza non ci vuole”: beh… sappiamo bene che sono state create le condizioni da parte della Pubblica amministrazione perché ciò succedesse.  Ma sappiamo anche che la Fiera ha creato un indotto importante per i commercianti del Ticinese e che proprio grazie alla variegata composizione dei visitatori (dai collezionisti di edizioni rare, antiquari, curiosi, perditempo, persone a caccia di occasioni, turisti, studenti…) il quartiere si è adeguato e ha subito l’influenza positiva del nostro mercato, anche in termini di tendenza e offerta merceologica. Molti di noi hanno addirittura aperto botteghe sui Navigli in qualità di commercianti e artigiani, molto prima che la zona diventasse un “divertimentificio”.

Il decadimento della Fiera non è certo da imputarsi a noi, saremmo dei ben tristi commercianti se avessimo scelto di abbassare la qualità della nostra merce e rifiutare la clientela più esigente!! Come saremmo degli sciocchi autolesionisti a favorire la presenza di ricettatori di biciclette usate, borseggiatori e abusivi… Direi che almeno ci venga riconosciuta l’intelligenza professionale minima per fare questo lavoro!

Il massacro della nostra Fiera, nostra in quanto milanesi per prima cosa e poi come commercianti, è iniziato con la Giunta Albertini che ha cominciato con il ridurre i controlli in Fiera e l’ha spostata in quell’orrido parcheggio in Porta Genova in occasione dei lavori in Darsena. Dovevamo starci per 2 anni e  ne sono passati 7…. Anche la Giunta Moratti ci ha messo del suo, ignorando le istanze dei commercianti della Fiera che chiedevano più controlli e uno spazio adeguato alle loro necessità e a quelle degli utenti.

Dire che la Fiera è un problema perché “la cittadinanza non la vuole” è nascondersi dietro a un dito! Provate ad andare a vedere i mercati che “la cittadinanza vuole”… controlli adeguati, spazi adeguati, addirittura la raccolta differenziata e un servizio di nettezza urbana impeccabile, mezzi e bancarelle posizionati in modo che sembra di stare ad Amsterdam, nemmeno un abusivo a vendere limoni. Certo, cari Ass.ri D’alfonso e De Cesaris, capisco che siamo in Vie molto ricche… Fouché… San Marco…. Kramer….

A noi della Fiera di Sinigaglia invece toccano 4 toelette chimiche sanificate ogni 15 giorni per 180 espositori più l’utenza (che schifo!!!), nemmeno un rubinetto per lavarsi le mani (la Fiera apre alle 8:00 e chiude alle 18:00), l’immondizia lasciata dal mercato hobbistico della domenica ce la dobbiamo pulire noi prima di allestire, per accedere bisogna fare una rampa dove una persona avanti con gli anni rischia l’osso del collo a meno che non scenda in corda doppia e risalga in funivia.

E poi il resto lo conosciamo tutti: grazie alla mancanza di controlli (semplice ed economico sistema per far decadere un mercato) ci sono ricettatori di biciclette rubate, abusivi che trattano merci di infima qualità.

Che ognuno faccia quindi il proprio mestiere: a noi commercianti viene richiesto di rispettare la regola ma che il Comune fornisca anche a noi i servizi che spettano a tutti i commercianti ambulanti, anche a quelli della Fiera di Sinigaglia dato che il plateatico e tutti gli annessi e connessi li paghiamo anche noi. E se qualcuno non lo pagasse… beh…. date le nostre condizioni come potremmo dargli torto? Forse bisognerebbe considerare che, normalmente, si paga per qualcosa che si riceve e non perché qualcuno è in posizione predominante e pretende dei quattrini.

Per finire, vorrei segnalare che a Milano sembra essere partita la guerra ai commercianti ambulanti. Ma come?! La Legge sulle liberalizzazioni è stata proprio di Bersani e il Comune di Milano ha applicato un regolamento che ha creato microattività imprenditoriali che hanno permesso a molti di pagarsi un lavoro. Sì, perché noi microimprenditori del commercio (partite IVA, ditte individuali etc.) sostanzialmente ci paghiamo un lavoro, altrimenti senza le nostre bancarelle andremmo a ingrossare le file dei disoccupati.

Quindi, caro Ass.re D’Alfonso, data la crisi, dato l’aumento esponenziale dei disoccupati, le sembra proprio il caso di fare piazza pulita di quante più bancarelle possibili? Forse uniformarle, regolamentarle, distribuirle sul territorio in modo armonico…. Se si pensa che siano state concesse troppe licenze, si consideri che non sono coloro che le hanno acquisite a norma di legge e che con le quali vivono nsieme alle loro famiglie a doverne pagare le conseguenze.

Simona Ratti